Il Platino delle Meraviglie

L’undicesimo Platino è quello di Alice: Madness Returns, rivelatosi a sorpresa un gran bel gioco. Forse è un po’ troppo lungo e la varietà non è il suo forte, ma la direzione artistica è eccellente, la colonna sonora non è affatto male e la struttura, per quanto classica, funziona benone. Ottima anche la suddivisione del gioco in capitoli e scene, grazie alla quale è possibile recuperare facilmente eventuali oggetti nascosti (presenti in quantità industriali) tralasciati o non scoperti in prima battuta.

Capita sempre più di rado, ma a volte - e solo a volte - quando un videogioco mi prende mi vien voglia di scriverne al volo, così su due piedi. Ecco quindi che ho messo in piedi un piccolo pezzo su Street Fighter X Tekken per PlayStation 3 per il solito Zave, il cui blog dovreste davvero leggere con assidua frequenza. Ma proprio sul serio.

Un altro passaggio di livello, finalmente! Oggi è il 23 febbraio 2012 e, dopo un bel po’ di fatica, sono riuscito a raggiungere il livello 16 sul PlayStation Network. Ero fermo al 99% da un paio di giorni, ma tre o quattro Trofei di Bronzo guadagnati nel pomeriggio sono stati sufficienti a ottenere l’agognato passaggio. Era ora!

Un altro passaggio di livello, finalmente! Oggi è il 23 febbraio 2012 e, dopo un bel po’ di fatica, sono riuscito a raggiungere il livello 16 sul PlayStation Network. Ero fermo al 99% da un paio di giorni, ma tre o quattro Trofei di Bronzo guadagnati nel pomeriggio sono stati sufficienti a ottenere l’agognato passaggio. Era ora!

[Cèbova] Le cene di fine 2011

Il tardivo ritorno della rubrica dedicata al cibo passa per le foto delle cene trangugiate negli ultimi mesi del 2011, colpevolmente accumulatesi sull’hard disk e lasciate lì a macerare in attesa di tempi migliori. Buon appetito!

Il 27 settembre s’è pasteggiato con un gradevole mix di patate ed edamame, finalmente reperiti (in forma rigorosamente surgelata) anche nei supermercati della zona. Il condimento, come si evince facilmente dalla tinta, è costituito da copiose quantità di salsa di soia, mentre il contorno è a base di cipolle in agrodolce e il ruolo del dolce va a un paio di fette di crostata.

Quella del 3 novembre è stata una cena da pancia strapiena: tortelloni alle noci con salsa di formaggio e (di nuovo) noci, purè, formaggini freschi con spezie e un bel panino per avviare le danze e una fetta di dolce per chiudere in bellezza.

Passiamo al 13 novembre: risotto all’indonesiana, mozzarelle di bufala provenienti direttamente dalla Campania, finocchi in pinzimonio e olive. Mica male, tanto più che il risotto (di quelli già pronti in busta) è stato arricchito con diverse & sostanziose modifiche.

Si va avanti di un giorno e si arriva al 14 novembre con zuppa di ceci, olive, finocchi, mozzarelle di bufala e una generosa porzione di torta ripiena. Se la suddetta fetta di torta non vi sembra affatto generosa come affermato, sappiate che il ripieno era una roba mostruosamente sostanziosa.

Ancora un salto di un giorno, e ci si ritrova al 15 novembre. In questo caso non val la pena di spendere parecchie parole: polpette al sugo della nonna. Inutile parlarne e riparlarne, andrebbero assaggiate per capire. Sul serio.

Quello del 22 novembre è un mix bizzarro, ma davvero gustoso: riso con spezie giapponesi, alghe per onigiri, salsa di soia e tre diversi tipi di senape di Digione. Da questo momento in poi, tra l’altro, tale senape (in tutte le sue varianti) è diventata una presenza quasi fissa a tavola.

Chiudiamo con il 28 novembre, ovvero con polpette, fagiolini, insalata, tre tipi di senape e una zuppa di miso che, in fin dei conti, la sua porca figura la fa sempre e comunque, soprattutto in apertura di pasto.

Vi piacciono i giochi d’epoca? Fiondatevi immediatamente sul link che trovate qui sopra: di tributi come questo, sfortunatamente, non se ne vedono spesso.

Ciao ciao, Steve, e grazie di tutto. Mi mancherai. Sul serio.

Ciao ciao, Steve, e grazie di tutto. Mi mancherai. Sul serio.

[Cèbova] Le cene dell’estate 2011

L’estate è ormai finita, con scorno e disappunto del sottoscritto e della sua metà, ma ciò ci fornisce l’occasione per un post riassuntivo delle cene preparate e consumate nel corso della suddetta stagione. Coltelli e forchette al loro posto, tovaglioli al collo e apribottiglie a portata di mano: si parte!

Qui siamo alla serata del 10 luglio, e quindi in piena estate (perlomeno a livello teorico, visto che il tempo non è stato granché). Quale momento migliore, quindi, per pasteggiare a base di couscous freddo? Le note di colore che si vedono nella scodella sono pomodori e formaggio, e il risultato è stato decisamente notevole.

Facciamo un salto in avanti di un solo giorno e arriviamo alla cena dell’11 luglio. E qui, sinceramente, basta una sola parola. Una sola, ma davvero magica: onigiri. Il resto è puro genio culinario della dolce metà, wasabi e salsa di soia.

Avanzamento veloce sino alla cena del 17 agosto, con spiedini di carne, prosciutto, insalata con pomodori e cracker. Una di quelle robe apparentemente semplici, insomma, che danno però una gran soddisfazione al palato e alla panza.

Avanziamo di nuovo rapidamente (quest’estate ho fatto davvero poche foto al cibo che abbiamo divorato!) e giungiamo all’8 settembre, dove a farla da padrone è un bel piatto di pasta con un pesto pronto a base di basilico, fagiolini e patate. La dolce metà l’ha trovato un po’ pesante, a me è piaciuto parecchio.

Chiudiamo questa rassegna con l’antipasto della cena dell’11 settembre, ovvero una bella zuppa di miso bollente (sì, da queste parti la temperatura ha preso a scendere molto presto). Il pasto è proseguito con pizza e altra robetta, qui non ritratte, e ha avuto come ospite d’onore un Boba Fett in forma smagliante.

Lo stato di salute delle nostre amate segrete

Ultimamente mi sto dedicando molto ai ‘roguelike’ su PC. Sono sempre stati una delle mie più grandi passioni nell’ambito dei videogiochi, ma li avevo trascurati per qualche tempo a causa della mancanza di uscite di un certo spessore, o comunque in grado di stuzzicare la mia curiosità. Nel giro di pochi mesi, però, la situazione si è letteralmente ribaltata e mi sono ritrovato a non saper quale roguelike scegliere per le mie piccole sessioni quotidiane. Ma andiamo con ordine…

Ad aprire le danze è stata la versione beta del rinnovato Desktop Dungeons, prodotto da QCF Design e già giocato sino alla nausea dal sottoscritto nella precedente incarnazione gratuita. Questa versione beta prefigura quella che sarà la nuova faccia del gioco, che diventerà a pagamento (ferma restando la perdurante disponibilità del fratellino minore, sempre ottenibile senza sborsare un centesimo) e approfondirà, migliorerà e amplierà le meccaniche di gioco sotto tutti i punti di vista possibili e immaginabili.

Il bello di Desktop Dungeons, a dire il vero, stava proprio nella sua semplicità e nella rapidità con la quale poteva essere affrontato, anche (e soprattutto) in sessioni di gioco brevissime, ma devo ammettere che i miei timori relativi a una (presunta) inutile complicazione del gioco si sono fortunatamente rivelati del tutto infondati. Il nuovo Desktop Dungeons, infatti, mette molta più carne al fuoco e presenta anche un sistema di menu non particolarmente intuitivo, ma una volta scesi nelle segrete l’immediatezza e il divertimento della versione gratuita sono intatti e rendono pienamente giustizia al genio che alberga dietro il marchio QCF. Desktop Dungeons era un piccolo capolavoro, insomma, ed è rimasto tale.

Poco tempo dopo è venuto il turno di Cardinal Quest, scritto dallo sviluppatore indipendente Ido Yehieli e sbucato fuori praticamente dal nulla in un torrido pomeriggio di agosto. In questo caso, a dire il vero, ero partito con un po’ di diffidenza: parecchie persone, infatti, lamentavano l’eccessiva semplicità del gioco (che si preoccupa persino di scegliere automaticamente gli equipaggiamenti del protagonista) e la sua scarsa longevità, ma mi è bastata una brevissima sessione di prova con la demo per decidere di acquistare al volo il gioco completo.

Sebbene possa effettivamente apparire abbastanza sempliciotto, infatti, Cardinal Quest non manca di certo di atmosfera e - cosa ancor più importante - risulta alla prova dei fatti divertentissimo. Gli scontri sono veloci e serrati, l’esplorazione viene costantemente messa in primo piano, gli equipaggiamenti e gli incantesimi aggiuntivi incrementano la varietà dell’avventura e lo stile grafico minimalista è assolutamente delizioso. Per poco più di 3 Euro, in buona sostanza, farete fatica a trovare un roguelike di nuova generazione (ovvero accessibile e ad alto ritmo) più gradevole di questo.

Magari, però, potreste preferire qualcosa di più corposo, più cattivo, più ricco dal punto di vista grafico e più… mmm… professionale dei due roguelike sin qui trattati. In questo caso dovreste davvero dare un’occhiata a Dungeons of Dredmor, prodotto da Gaslamp Games e reperibile anche su Steam. È un gioco perfido, nel quale non si punta a una generica e vaga vittoria, ma - più semplicemente - alla sopravvivenza in un’ambiente ostile, ben disegnato, contorto, labirintico, pieno di insidie, farcito di tesori e, soprattutto, a dir poco spassoso.

Le meccaniche di Dungeons of Dredmor sono in fin dei conti classicissime, ma il perverso senso dell’umorismo che Gaslamp Games ha infilato a forza un po’ ovunque e la (benvenuta) cattiveria del gioco fanno compiere a questo roguelike un deciso passo in avanti, complice la gran quantità di opzioni disponibili per la personalizzazione dello sfortunato eroe dedito all’esplorazione delle segrete.

Non vi so dire se al momento sia disponibile una versione dimostrativa di Dungeons of Dredmor con la quale ponderare l’opportunità dell’acquisto, ma anche comprandolo alla cieca, come ho fatto io dopo averne visto appena un paio di schermate, vi assicuro che non vi pentirete dell’investimento.

Quanto esposto sinora non vi è bastato, e volete altri roguelike con cui sollazzarvi negli ormai imminenti e bigi pomeriggi autunnali? Nessun problema: a breve, infatti, potrete mettere le grinfie su almeno un paio di nuove uscite. La prima è Hack, Slash, Loot, a cui fa (ovviamente) riferimento l’immagine che trovate qui sopra. È in fase piuttosto avanzata di sviluppo da parte del designer indipendente David Williamson ed è attualmente disponibile nella sua versione beta, liberamente scaricabile da chiunque voglia provare il gioco e suggerire all’autore eventuali migliorie e/o segnalare bug e incongruenze.

Hack, Slash, Loot fa parte della nuova scuola dei roguelike rapidi & semplici, ma ciò non gli impedisce di appassionare sin dai primissimi istanti. Merito della minuscola e carinissima grafica, forse, oppure dell’estensione delle segrete e dell’ostilità delle creature che le popolano, o magari della completezza e della pulizia che traspaiono da tutti gli elementi del gioco. Sia quel che sia, vi consiglio di seguirne attentamente lo sviluppo.

Concludiamo in bellezza, infine, con The Binding of Isaac, in arrivo a settembre su Steam e, probabilmente, anche attraverso altri canali di distribuzione digitale. Trattasi di un incrocio tra un roguelike di stampo moderno e uno sparatutto (!) nel quale il disgraziatissimo protagonista dovrà farsi strada all’interno di un cruento mondo di gioco generato in maniera del tutto casuale. Ci saranno 14 boss, un’ottantina di oggetti speciali da raccogliere e utilizzare, più di cinquanta diversi tipi di avversari, otto livelli e una storia tanto raccapricciante quanto assurda.

Ciò che renderà davvero stressante l’attesa per The Binding of Isaac, a ogni modo, non sarà la sua struttura di gioco (tanto più che, almeno per il momento, non si è visto quasi nulla in merito), bensì il nome del suo autore, ovvero Edmund McMillen. Sì, il tizio di Super Meat Boy. Vi basta per cominciare a sentire il copioso e scrosciante flusso dell’acquolina in bocca?

Platino acrobatico

Tre o quattro giorni di gioco moderatamente rilassato per completare l’avventura (contenuti scaricabili inclusi) e un altro paio di pomeriggi per raggranellare i Trofei mancanti, e anche Assassin’s Creed II va in cascina, e con esso il suo bel Platino. E sono dieci!

E siamo finalmente a un altro traguardo storico, perlomeno per il sottoscritto: 2000 Trofei sul PlayStation Network! La ragguardevole quota è stata raggiunta nella tarda mattinata del 20 luglio 2011, con clima fresco e vento a favore. Si dia inizio ai festeggiamenti!

E siamo finalmente a un altro traguardo storico, perlomeno per il sottoscritto: 2000 Trofei sul PlayStation Network! La ragguardevole quota è stata raggiunta nella tarda mattinata del 20 luglio 2011, con clima fresco e vento a favore. Si dia inizio ai festeggiamenti!